01 Uno strano Cavaliere

Italiano

È mattina e mentre le prime gocce di rugiada sgocciolano lentamente dalle foglie e le prime luci cominciano ad illuminare la giornata, la mia sveglia suona; mi stiracchio mi scopro delle coperte, mi alzo, calzo le pantofole, infilo la parte superiore di una tuta per stare più caldo e vado in cucina a fare colazione. Preparo il latte e il caffè, scelgo tra gocciole o pan di stelle (i miei biscotti preferiti) e mi accomodo a tavola come tutte le mattine, ma oggi è il giorno in cui mi tocca stirare.

Dopo aver fatto colazione, mi appresto ad allestire tutto per cominciare, prendendo l'’asse, il ferro e i vestiti asciutti; inserisco la spina nella presa della corrente e metto l'’acqua nel ferro da stiro.

Poggio la prima camicia sull’'asse e a poco alla volta la completo, afferro anche la seconda e la poggio sull'’asse, quando sento in campanello suonare.

Vado ad aprire il portone del palazzo pensando che sia il postino, ma dopo un po'’ sento bussare alla porta. “Chi è?” chiedo e dall'’altro lato della porta una voce femminile risponde: “"Chiedo venia se disturbo!”"

Io rimango un attimo senza parole e rispondo: "“Chiedi che?"”. Lei ripete: "“Chiedo venia se disturbo!"” ed io penso: -Allora non avevo capito male...… Ma l'’espressione ‘chiedo venia’ non si usa da quanto? Cinquecento anni? Mille?-

Incuriosito apro la porta e vedo una ragazza con i capelli lunghi tenuti in su a cresta fin quasi a toccare il soffitto, di un colore tra il viola e il turchese, vestita con jeans stracciati, camicetta verde, maglione giallo, una giacca di pelle, un fazzoletto rosso legato sulla coscia destra e uno verde legato al braccio sinistro, due orecchini rotondi, un pearcing al naso e uno sul labbro inferiore.

Di stramberie ne ho viste tante… ma che una punk venisse a bussare da me è un po’ troppo e rimango senza parole, finché lei rompe il silenzio: “"Io sono..."…”

Io, interrompendo: "“Una drogata che cerca soldi?”"

Lei: “"No!"”

Io: “"Testimone di Geova?”"

Lei: “"No!”"

Io: “"Allora vuoi vendermi un'’enciclopedia?"”

Lei: “"No!"”

Io: “"Vuoi vendermi un'’aspirapolvere?"”

Lei: "“No!"”

Io: “"Vuoi farmi abbonare ad una rivista che mi manda cd o libri tutti i mesi?"”

Lei: “"No!"”

Io: “"Vuoi farmi cambiare operatore telefonico?"”

Lei: “"No!"”

Io: “"Vuoi farmi cambiare gestore dell'’energia?"”

Lei: “"No!"”

Io: “"Vuoi farmi abbonare ai canali satellitari o terrestri?"”

Lei: “"No!"”

Io, pendendo due secondi di pausa per pensare un ultimo motivo per cui poteva aver bussato: "“Ah, allora vuoi propormi i pannelli solari!"”

Lei: “"No!"”

Io: “"Allora chi sei?"”

Lei: “"Sono la fatina!"”

Io, guardandola con aria sarcastica, ribatto: "“Siiiiii come no! E io sono il Presidente della Repubblica!"”

Lei sorride convinta: “"È un piacere conoscerla signor Presidente, sono la fata turchina!"

Io: “"Si certamente! E io sono Pinocchio!"”

Le sparisce il sorriso, rimane per un secondo in silenzio e dice: "“Deciditi, sei il Presidente o sei Pinocchio!"”

Io: "“Ascolta…... A parte il fatto che secondo me tu sei la 'fattina' con due t…... Anzi, secondo me, sei una fattona… e si vede perché ti sono venuti i capelli viola, poi, sei tu venuta a bussare me e mi prendi in giro?… Se davvero sei la fata turchina, dovresti conoscere la differenza tra me e pinocchio e poi… come diavolo ti sei vestita? A parte che nessuno si veste così, ma poi non dovresti essere vestita stile ottocentesco?”"

Lei: "“No ascolta tu! A parte che i miei capelli sono turchesi come appunto si addice ad una fata turchina, ma poi… cosa ho che non va? Non si vestono tutti così in questa epoca?”"

Io: “"Sient a me, tu stai proprie a for! Ma che t'’è vippete?"”

Stavo per chiudere la porta, quando lei aggiunge: "“Ti prego, aspetta! Ti ho cercato in varie epoche... E non voglio fallire…. Abbiamo bisogno di te!"”

Rimango un attimo a guardare fino a che punto voglia continuare, poi aggiungo: “"Senti! Io ho le camice da stirare..."…” e lei interrompendo dice: "“Allora sei proprio tu, perché la storia dice che l'’eletto oggi avrebbe stirato!"”

Io: “"Secondo me tu guardi troppi film e poi le elezioni è da parecchio che non si fanno ed io non mi sono nemmeno candidato, quindi nessuno può avermi eletto!… - sorrido e aggiungo - Quindi buona giornata e… cerca di controllare la provenienza della roba che prendi, perché secondo me è troppo pesante!”"

Lei insiste spazientita: “"Ascolta, che tu lo voglia o no, sei un cavaliere!”"

Io: “Si certo, come no...… infatti la mia spada è il ferro da stiro, il mio scudo sono le pantofole, la mia armatura è il pigiama, il mio mantello questa giacchetta…... sconfiggerò i nemici stirandogli l'’armatura!... Dici che funziona?... Mi servirebbe solo una prolunga di molti, molti metri!"”

Suona di nuovo la sveglia e questa volta mi sveglio sul serio...

(continua...)

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