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Home » Racconti » L'Imperatrice Bambina » Riassunto de "La storia infinita"

Riassunto de "La storia infinita"

Autore

Creato il

Mercoledì, Luglio 14, 2010 - 1:18pm

 

Bastian è un bambino che si distrae spesso durante le lezioni disegnando sul suo quaderno creature di un mondo fantastico. Un giorno il padre lo riprende, invitandolo a non fantasticare più e a tenere i piedi per terra.

Dopo aver salutato il padre, durante il percorso per andare a scuola, incontra tre ragazzini che iniziano a prenderlo in giro, lo inseguono fino a farlo cadere in un bidone dell'immondizia. Bastian pensando che se ne siano andati esce dal bidone, ma i tre sono ancora lì ad aspettarlo, inizia quindi a scappare, ed entra nella prima porta che gli capita.

Si ritrova in una libreria, ci sono vecchi libri dappertutto, e seduto su una poltrona c'è un uomo anziano che lo accoglie molto bruscamente pensando che il bambino sia solo interessato alle sale da gioco . Bastian si sente offeso dalle affermazioni fatte dal signore, e si difende dicendo che lui è un avido lettore, ma l'anziano signore, tenendo in mano un libro, ribatte che i libri che legge il Bastian sono innoqui, lasciando inmtendere che quello che lui ha in mano non lo è. 

Incuriosito dalle parole del signore, appena il libro resta incustodito, Bastian lo afferra e scappa via, lasciando però un biglietto che dice: "Don't worry I'll return your book" ("Non si preoccupi, le restituirò il libro") e con il libro sotto la giacca arriva a scuola di corsa, ma è in ritardo.

Decide allora di nascondersi nella soffitta della scuola, dove si prepara un piccolo giaciglio e inizia avidamente a leggere il suo libro.

 

Siamo in una foresta, dove alcune creature fantastiche si incontrano: un Mordiroccia, un Maghetto con il pipistrello rimbambito e un Omino con una lumaca da corsa e i tre vogliono raggiungere l'Imperatrice per parlarle del Nulla che minaccia le loro terre.

Giunti alla mitica torre d'avorio, dimora dell'imperatrice bambina, dove sono giunte altre creature provenienti da ogni angolo del regno di Fantàsia, il portavoce dell'Imperatrice annuncia che la stessa Imperatrice è gravemente malata e che l'unicha speranza è un cacciatore di nome Atreyu.

Tutti attendono l'arrivo del cacciatore Atreyu che è stato appunto convocato, ma al cospetto del portavoce si presenta un giovane fanciullo.

Dopo le prime perplessità, il giovane accetta il gravoso incarico indossando l'Auryn, il simbolo dell'Imperatrice, e, in groppa al suo cavallo Artax, inizia la sua ricerca per le terre di Fantàsia

Contemporaneamente si materializza un lupo nero enorme di nome Gmork che lo insegue tentando d'impedirgli di compiere la sua missione.

Atreyu, giunto alle paludi della tristezza perde il suo cavallo Artax che sprofonda per essersi fatto sopraffare dallo sconforto. Disperato per la perdita, vaga alla ricerca di Morla l'essere millenario, una gigantesca tartaruga che lo indirizza alla volta dell'Oracolo del Sud che dista migliaia di miglia da lì. Atreyu stanco e sconsolato sta per perdersi nelle paludi quando viene tratto in salvo da un gigantesco drago bianco.

Si risveglia tra le zampe del FortunaDrago, che risponde al nome di Falkor, e viene accolto dalle amorevoli cure di una coppia di gnomi. Scopre poi di essere in prossimità dell'oracolo. Coraggiosamente riesce a superare la prima porta delle sfingi, e davanti alla seconda porta, lo specchio dell'anima, invece di vedere il vero sé stesso con tutte le sue debolezze, vede un ragazzino che legge un libro.

L'oracolo gli rivela poi che l'unico modo di salvare l'Imperatrice bambina è quello di trovarle un nuovo nome, che solo un essere umano lo può fare e che l'unico modo per trovarlo è superare i confini di Fantàsia.

In groppa ad FortunaDrago Falkor, Atreyu, cerca di raggiungere i confini di Fantàsia ma il Nulla avanza e con i suoi venti strappa Atreyu dalla groppa di Falkor dividendoli.

Atreyu si ritrova solo  tra le rovine di una strana città dove ad attenderlo c'è Gmork, il quale gli rivela che è impossibile raggiungere i confini di Fantàsia, perché Fantàsia è il regno della fantasia umana e per questo non può aver confini; che il Nulla dilaga perchè la gente ha smesso di sognare e sperare e di aver scelto di essere dalla parte del Nulla Perché è più facile assoggettare che non crede in nulla e chi non ha sogni.

Alla fine del discorso i due lottano ed Atreyu riesce a sconfiggere il suo nemico e, ricongiuntosi con Falkor, va in cerca della Torre d'Avorio per ammettere davanti all'Imperatrice di aver fallito la missione, ma la sovrana sembra al contrario felice e rivela ad Atreyu che egli ha adempiuto al suo compito, perché il giovane umano, che ha seguito tutte le avventure di Atreyu nel libro, è in realtà lì con loro... e legge tutto quello che dicono...

 


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Luglio 15, 2010
Posted by dragossido

 

 

 

Ho afferrato i manici della scaletta e sono uscita dall'acqua senza avvertire nessuno sbalzo di temperatura. Mi giro intorno e sorrido perché l'ho fatta franca: ho fatto il bagno in piscina gratis e sono completamente nuda. Se qualcuno volesse approfittare di me o mi volesse minacciare, direi che sono proprio servita su un piatto d'argento, anzi, forse addirittura su un piatto d'oro. Recupero i miei vestiti e corro verso gli spogliatoi per asciugarmi e rivestirmi in fretta, dopodiché asciugo le "zampette" che ho lasciato mentre andavo verso gli spogliatoi gocciolante d'acqua.

Il giorno successivo e quello dopo ancora, ho nuotato sempre nuda in piscina ed ogni giorno è stata un'emozione crescente come una lieve brezza incostante che a poco a poco indivie più impetuosa trasformandosi in vento costante.

Mi sentivo sempre più parte dell'acqua, come un'acqua nell'acqua, una goccia che viaggia tra le gocce per cambiar forma e unirsi al tutto per ritornar goccia ed era tutto così inebriante che prolungavo sempre di più la mia permanenza in piscina.

È lunedì mattina ormai, mi reco al lavoro come tutti gli altri giorni e mentre sto consegnando gli accappatoio ai bambini, arriva il fioraio a consegnarmi un mazzo di rose con tanto di biglietto. I bambini in coro esclamano un "Oooooh!" di meraviglia, il più vispo chiede: "Chi lo manda?", il suo amico aggiunge: "Il tuo fidanzato?" e un altro aggiunge ancora: "Qualcuno che si è innamorato?" Penso di essere arrossita e per fortuna l'istruttrice richiama a se tutti i bambini dicendo: "Su, avanti bambini, lasciate in pace la nostra carissima amica!" Mi ha chiamato amica e mi fa davvero piacere non essere trattata come inferiore, ma sono ora presa dal biglietto: chi avrà mandato questi fiori? Approfitto dell'allenamento dei bambini per sbirciare perché la curiosità è troppo forte.

Afferro il bigliettino e leggo la prima riga dove compare la scritta "Ti osservo…", il cuore mi sobbalza e rimango come pietrificata dal collo in giù, solo la testa si muove freneticamente intorno, cercando qualcuno tra i bambini, all'ingresso e ovunque arrivi lo sguardo.

Poi rimetto gli occhi sul foglietto e con ansia crescente leggo la seconda riga dove compare la scritta "quando esci dalla piscina…"

Credo di essere diventata più bianca del foglietto e penso -Qualcuno mi ha vita… Ma chi? Chi? Chi?-

Ancor più freneticamente leggo le ultima due righe del foglietto dove compare la scritta: "Sei bellissima mentre torni a casa! Un ammiratore segreto"

Questa ultima frase mi tranquillizza solo di poco e nella mia testa sono combattuta dai pensieri -E se qualcuno mi avesse davvero vista mentre faccio il bagno nuda? Noooo! Non può essere! Controllo tutto e poi… non ci sono finestre!-

Alla fine dell'allenamento dei bambini l'istruttrice si accorge che sono pensierosa e mi domanda: "Cos'hai? Non sei contenta per i fiori?" io non sapendo che rispondere mi invento: "No sono contenta per i fiori, solo che…. Che… Stavo pensando ad alcuni problemi a casa!" e lei controbatte: "Va bene, se ne vuoi parlare sono di la!" e va via saluitandomi.

 

(continua...)

Luglio 15, 2010
Posted by dragossido

 

 

Giuseppe era ancora inginocchiato sul pavimento con sguardo sconfortato, deluso e perso verso il basso. Alzò la testa verso l'alto mentre un'ultima lacrima scorreva sulla sua guancia; il suo sguardo si posò per caso verso lo scaffale in cui erano raccolti i libri di alcuni poeti. Il suo pensiero ritornò indietro nel tempo, ai tempi della scuola, quando la famiglia si trasferì dal paesello in cui abitavano nella città.

Era l'ultimo anno delle scuole superiori per Giuseppe, la scuola era cominciata da due mesi e Giuseppe si ritrovò a dover affrontare professori nuovi, programmi nuovi e compagni nuovi. Giuseppe aveva una buona media scolastica ma il primo giorno a fu terribile. Al suo ingresso in classe nessuno dei ragazzi lo volle come compagno di banco e Giuseppe si ritrovò infondo alla classe in un banco doppio. Quando il primo professore fece l'ingresso in classe e cominciò l'appello, Giuseppe notò che mancava una ragazza di nome Carla e l'unico posto libero era proprio quello vicino al suo. Quella ragazza al rientro si sarebbe dovuta sistemare nel banco con lui e Giuseppe si stava gia domandando: "E se fosse cattiva come gli altri? E se mi scacciasse come hanno fatto tutti?..." In quel momento una ragazza disse alla sua compagna di banco, con aria cattiva: "Adesso quella cosa strana di Carla avrà un suo simile: Un altro coso strano!" e ridevano; e ridevano quasi a crepapelle fino a che la professoressa le riprese. A ricreazione nessuno parlò a Giuseppe che si sentì per tutto il tempo escluso, quasi come se fosse uno che avesse la peste, e tutti i compagni di classe lo deridavano. 

Il giorno successivo Giuseppe arrivò per primo in classe ma era triste e sconsolato, guardava il posto affianco a lui con aria dubbiosa mentre tutti gli altri ragazzi prendevano posizione. Si erano tutti messi composti e per ultima fece ingresso anche Carla. tutti dicevano: "eccola, eccola... Ecco arrivata la più terrificante delle cose terrificanti! La secchiona per eccellenza!" Giuseppe alzò gli occhi e la vide. Aveva i capelli rossi, ma un viso angelico, il corpo era stupendo e con se aveva tutti i libri e gli appunti, la guardò camminare verso di se e spalancò la bocca per quanto era bella! Rimase imbambolato fino a che lei si sedette affianco e cominciò a parlare con lui. Da quel giorno cominciò prima l'amicizia, fatta di confessioni e di racconti sulle esperienze e sui fidanzamenti passati, poi l'amore si fece spazio e li portò fino all'altare e alla gioia di una figlia. Ma il destino presentò un conto salato ad entrambe e chiese di barattare la vita di Carla in cambio della nuova vita.

Giuseppe però ripensò a tutto il perido della scuola quando con Carla leggeva i poeti ed in particolare un libricino piccolo che si trovava proprio in quella biblioteca. Si mise dunque a cercarlo tra un libro e l'altro e lo scorse, si diresse verso la libreria, sfogliò e tra le pagine trovò un foglio con una poeisia di Carla che lesse con attenzione fino alle ultimer righe.

 

 

Carissimo amore mio, ricordati sempre che siamo tutti parte di una storia infinita e se un giorno non ci sarò più, fai in modo di credere ancora ai sogni che abbiamo coltivato insieme. Carla

In quel momento dal libro uscì un fumo rosso...

 

 (continua...)

Luglio 7, 2010
Posted by dragossido
Il presente racconto è stato trasformato in libro....